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Dopo più di 50.000 km percorsi in treno ecco la mia personalissima classifica dei peggiori compagni di viaggio.
Bisogna ammettere che l’alta velocità è un servizio dove trovi passeggeri mediamente abitudinari (e quindi civili).
Non te li cito in ordine, sono tutti fastidiosi oltre la soglia di sopportazione. Alla fine di ognuno trovi il metodo che uso per sopportarli o per sopravvivere.

L’urlatore delle 8 di mattina.

Sale sul treno a Firenze, ore 8.00. Per lui è mattino inoltrato, ha già preso caffè e fumato la sigaretta.
Irrompe più di quanto farebbe un milanese imbruttito alla stazione Centrale.
Ti deve far sentire il suo accento toscano a tutti i costi.
Del verbo di dante, in tutta sincerità, non mi attrae molto (perchè son sveglio dalle 5.00 ! ).
Come sopravvivere? lo guardo male un paio di volte. Lui mi vedrà e farà finta di non capire. Se son fortunato si placa per un paio di minuti.

La squadra di rugby under 14

Vale anche per le scolaresche in viaggio.
Vale sopratutto per le gite parrocchiali (ma per fortuna non si fanno sempre a lungo raggio).
Praticamente delle piccole schegge impazzite: a rugby si gioca in 16, più una lista infinita di riserve.
Trovarsi in treno una piccola mandria di bufali sgranocchiatori di patatine. Con una montagna di borsoni tutti uguali così come le tute che indossano il tempo diviene tra il raccapricciante e la rassegnazione totale ad un viaggio di sacrificio.
Metodo di sopravvivenza: cambiare carrozza!

Il manager impettito

Ti guarda dall’alto in basso solo perchè non hai il colletto bianco col collare legato intorno (=la cravatta). Il mio maglioncino (molto Marchionne-style) non gli va giù. Eppur mi faccio gli affari miei, sistemo la mia borsa senza impedirgli di passare. Probabilmente potremmo parlare di finanza (anche con cognizione di causa) e molto altro. Rimane imperterrito convinto che tu, senza camicia e cravatta, non ne capisca un’acca!
Come sopravvivere: ignorarlo è piuttosto agevole, visto che avrà da lavorare al suo pc portatile. Lo farà in multi-tasking, quindi si ricorderà di odiarti. Simulare una telefonata col capo o con i colleghi snocciolando dati di bilancio o indicatori di business funziona sempre. E ti togli gli sguardi schifati di dosso.

La nonna/donna/mamma premurosa (e chiacchierona)

Alta velocità = progresso = il cellulare prende sempre bene!
E’ il trinomio che diventa l’assioma della donna che deve parlare assolutamente al telefono. All’inizio c’era lo scompartimento “no mobile” (cioè silenzia il cellulare e limitati a chattare su whatsup). Era perfetto per i viaggi all’alba. Il Trinomio imperfetto si consuma quando poi lei (o anche, malauguratamente peggio, lui) ti guardano storto se hai appena riso per il contenuto della sua telefonata.
Antidoto: scappare in bagno.

Quello col panino incartato

Come allo stadio. Come al mare.
Come per la gita fuori porta.
Non è il panino incartato di per sè, è tutta l’organizzazione metodica per consumare il pranzo in treno senza alzarsi dal posto.
L’uomo-con-la-mappatella spesso si accompagna a premurosa femmina organizzatrice. Il suo compito è stato quello di curare il vettovagliamento con dovizia di incarti e relativa precisione. Fa’ quasi invidia (perchè in genere è tardi ed ho preso il treno al volo mentre mangiavo un crackers).
Metodo: Ipad o giornale. Con il tipico odore di carta stampata con l’inchiostro col piombo si riesce a coprire l’odore di soppressata.