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In Italia le aziende sono generalmente di dimensioni inferiori rispetto alle small entities d’Oltralpe (piccole e medie imprese estere). Si tratta di realtà a conduzione familiare o anche individuale. Il motivo per cui alzano la sarracinesca ogni giorno non contempla il perdurare nel tempo.
Flessibilità, adattabilità, visione “olonica”: spendere fiumi di parole sull’ossatura del nostro tessuto imprenditoriale è d’obbligo a patto che ci ricordiamo di doverne salvare qualcuna dall’estinzione.
Lo spinta verso il terziario avanzato, le megalopoli fatte di supermercati e centri commerciali mi fanno spesso pensare che “le pere nascono nelle cassette..poi dopo una volta mature le mettono sugli alberi…”.
Non ce l’ho con Caprotti (patron dei supermercati Esselunga) o con Agnelli, non sono un black block o un no global e non sto intendendo il sostenere economicamente quando le cose non vanno più, non faccio riferimento al profitto o ai posti di lavoro. L’obiettivo di questa contenuta raccolta di post è finalizzato a far conoscere le tradizioni.
In linea con l’editoriale del blog (non numeri, ma qualità) parlo di quello che fa’ del nostro MADE IN ITALY l’orgoglio nazionale all’estero.

Bisogna conoscere oggi alcune tradizioni del nostro Belpaese meritevoli di esser tutelate dal ricambio generazionale.
Comincio col caso di Damiano, piccolo imprenditore giunto all’età della pensione, che gestisce un fornello di Alberobello. Te ne parlo in un altro post.